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Martin Belam è un giornalista e designer che ha lavorato e lavora per i più importanti media del Regno Unito (BBC, The Guardian ecc...).

Ha pubblicato recentemente su Medium un post intitolato “5 things I think journalism students need to know about technology”.

In questo post riassume i consigli sul rapporto tra tecnologia e giornalismo che dà agli studenti di giornalismo durante le sue lezioni all’università.


5 Cose che gli Studenti di Giornalismo Devono Sapere sulla Tecnologia

Embed from Getty Images Martin Belam è un giornalista e designer che ha lavorato e lavora per i più importanti media del Regn...
giovedì 22 settembre 2016
John Oliver ha parlato - con la sua solita ironia - della situazione del giornalismo.

Un giornalismo che cerca di sopravvivere tra introiti pubblicitari in calo, foto di gattini, rifiuto dei lettori di pagare per i giornali e il pericolo per qualità e la libertà dell'informazione.

Da vedere



John Oliver sul Giornalismo al Last Week Tonight

John Oliver ha parlato - con la sua solita ironia - della situazione del giornalismo. Un giornalismo che cerca di sopravvivere tra intro...
lunedì 29 agosto 2016
Quali modelli di business si profilano all'orizzonte del giornalismo online? Di teorie ce ne sono molte ma in questo articolo su cheFare di Andrea Daniele Signorelli si parla di “slow-journalism”.

Se c'è una tendenza che ha inevitabilmente imbarbarito il giornalismo online è quella della notizia data velocemente senza prendersi il tempo di verificare le fonti, mista alla necessità di ricevere click a tutti i costi. 
 
Questo porta al fenomeno del clikbaiting e alle famose “colonne di destra” dei quotidiani online ricche di persone mezze nude e gattini.
Possibile che non esistano modi diversi di fare informazione online? Certo che sì e in questo articolo si fa riferimento all'uso delle newsletter con esempi concreti molto interessanti.

"Il Giornalismo Diventa Slow"

Quali modelli di business si profilano all'orizzonte del giornalismo online? Di teorie ce ne sono molte ma in questo articolo su cheFar...
giovedì 25 agosto 2016

Un bell'articolo di Poyinter sulle conseguenze del live streaming da parte dei giornalisti.
Nell'articolo (inglese) si pongono 10 domande che ogni giornalista drovrebbe farsi prima di andare in diretta sui social. Le ho sintetizzate e tradotte. Eccole:

1. Al di là di fattori competitivi, quali sono le motivazioni per andare in diretta? Perché i tuoi spettatori devono sapere questa storia prima che i giornalisti abbiano la possibilità di filtrare le informazioni?
2. Sto speculando su morti, feriti, armi, motivazioni e descrizioni?
3. Quando, se proprio devi farlo, vuoi collegare o condividere un live feed che viene dalla persona che è al centro della storia?
4. Pubblicheresti qualunque cosa stai trasmettendo live?
5. Sei pronto a trasmettere il peggior risultato possibile che potrebbe derivare da questa storia: come ad esempio una persona che si suicida o uccide qualcun altro durante la diretta?
6. Come fai a sapere che le informazioni che stai trasmettendo in diretta sono vere? Quante fonti hanno confermato le informazioni?
7. Quali sono le conseguenze, a breve e lungo termine, di “andare in diretta”? Quali sono le conseguenze dell'attesa per la conferma ulteriore?
8. Qual è il tono della copertura? Si può aumentare la consapevolezza di un evento significativo, riducendo al minimo clamore inutile e la paura?
9. Hai preso in considerazione un piano B con azioni che potrebbero minimizzare i danni se le immagini dovessero diventare troppo crude?
10. Come fa la redazione a comprendere chiaramente le norme per i contenuti crudi e violenti? Quanto sono comprensibili per tutti le linee guida in caso di assenza di chi in genere prende questo tipo di decisioni?

10 Domande che Dovresti Farti Prima di Andare in Diretta sui Social

Un bell'articolo di Poyinter sulle conseguenze del live streaming da parte dei giornalisti. Nell'articolo (inglese) si pongono...
venerdì 29 luglio 2016
In una bella intervista su La Voce di New York, il giornalista Mario Tedeschini Lalli (foto) parla del presente e del futuro della professione giornalistica. Merita di essere letta integralmente ma questa è una parte molto interessante:

"Nell’universo digitale – nel quale viviamo tutti, giornalisti e non giornalisti – il problema principale del giornalismo e dell’editoria giornalistica è che non occupano più una posizione centrale rispetto alle relazioni umane. Un tempo, se un sindaco doveva far sapere che si candidava e doveva raccogliere voti non poteva che farlo attraverso un giornale o una radio-tv; se un cittadino voleva far sapere all’assessore che da tre mesi la sua strada non era illuminata, si rivolgeva a un giornale; se un’azienda voleva trovare clienti per un prodotto, comprava pubblicità su un giornale… e così via. Oggi nessuno è più “obbligato” a passare da noi, quindi dobbiamo in un certo senso “giustificare” la nostra esistenza e il nostro lavoro. Ci troviamo scentrati, senza un ruolo definito a priori, in una rete dove agiscono attori diversi e con diverse intenzioni. Non è facile e per molti è assai doloroso".

Il giornalismo che non c’è più e quello che potrebbe esserci

In una bella intervista su La Voce di New York , il giornalista Mario Tedeschini Lalli (foto) parla del presente e del futuro della profes...
venerdì 15 luglio 2016


Si avvicina la quinta edizione di Digit il festival del giornalismo digitale. Il 2-3 ottobre prossimi a Prato si parlerà delle nuove tendenze del giornalismo "in salsa nerd", di quali tool e app si dovrebbe essere a conoscenza, di casi di successo e di come la tecnologia ponga nuovi quesiti etici.

Il tema della manifestazione - dicono gli organizzatori - quest'anno è "digitale è cultura", come dire smettiamo di pensare che la rivoluzione digitale sia solo un fenomeno tecnologico e proviamo a comprendere il cambiamento in toto, aprendoci ad un nuovo modo di vedere e fare le cose, anche nel giornalismo.

Il programma è ricchissimo, ma la cosa più interessante è anche che ci sarà uno spazio dedicato al drone journalism con droni all'opera per spiegare le enormi possibilità di questa nuova frontiera del giornalismo.

Al Digit15 Arrivano i Droni

Si avvicina la quinta edizione di Digit il festival del giornalismo digitale. Il 2-3 ottobre prossimi a Prato si parlerà delle nuove ...
martedì 22 settembre 2015
You Tube
Sei sicuro al 100% di fare il tuo lavoro nel modo giusto? O ti è mai capitato di avere qualcuno che ti dicesse "facessi io il giornalista pubblicherei tutto e basta"? Bene, ora hai un modo per testare la tua etica professionale e anche per dimostrare agli altri che il lavoro del giornalista non è proprio una cosa semplicissima come si può pensare.

Due sviluppatori svedesi, infatti, Pontus Lundén and Kristian Brodal hanno creato un videogioco sul giornalismo. Il videogame si chiama "The Westport Independent" un gioco su censura, corruzione e giornali.

Il tuo ruolo sarà quello di gestire le sorti di un giornale. Pubblicare o no la verità? La verità che hai tra le mani è l'unica verità? E quali potrebbero essere i risvolti sociali della pubblicazione della notizia?

Ora puoi scegliere tu cosa fare, sperando che nessuno ti arresti o che non vi siano attentati alla redazione...

Qui in basso c'è un piccolo assaggio con il trailer.



Se vuoi giocare con "The Westport Independent" puoi scaricarlo gratuitamente qui.

The Westport Independent: il Videogioco sul Giornalismo

You Tube Sei sicuro al 100% di fare il tuo lavoro nel modo giusto? O ti è mai capitato di avere qualcuno che ti dicesse "facessi io...
mercoledì 16 settembre 2015
In molti, da anni, si interrogano su quale sia il futuro dei giornali. Chiuderanno? Saranno solo ed esclusivamente online? E così via. Bene, Pier Luca Santoro ha sfornato fresco fresco un ebook molto interessante dal titolo "I Giornali del Futuro, il Futuro dei Giornali: Chi vincerà la sfida dell'informazione tra carta e web" edito da Informant.

Un ebook che, secondo me, aggiunge qualcosa di nuovo al dibattito perché offre una panoramica su quali possano essere i nuovi sentieri da percorrere, per trovare un modello economico sostenibile per i giornali di domani (che poi, diciamocelo francamente, sono quelli di oggi).

Ecco qui la sinossi di "I Giornali del Futuro, il Futuro dei Giornali: Chi vincerà la sfida dell'informazione tra carta e web":

Tanti media, forse troppi, quasi tutti in movimento e senza dubbio tutti in crisi: mentre non passa giorno senza che i big dell’informazione italiana subiscano accuse di trascuratezza o scarsa professionalità, ai piani alti direttori e manager vanno alla disperata ricerca di modelli di business sostenibili. O forse aspettano semplicemente la fine. 

Pier Luca Santoro, project manager di DataMediaHub ed esperto di marketing e sales intelligence, torna a indagare sullo stato di salute del giornalismo. “I giornali del futuro- il futuro dei giornali” è un’analisi impietosa e sfaccettata del mondo della comunicazione. Santoro fotografa la situazione attuale, e subito dopo si inoltra in un territorio ostile e affascinante, tra redazioni che ormai hanno rinunciato a informare ed esperimenti nuovi e audaci. 

Ricco di conversazioni con personaggi del calibro di David Magliano (The Guardian), Andrea Santagata (Banzai), Simona Panseri (Google Italia), Alceo Rapagna (RCS Mediagroup), Federico Badaloni (Gruppo Editoriale L’Espresso) e Dico Van Lanshot (Blendle), questo ebook non fornisce la ricetta definitiva che al momento nessuno conosce, ma regala spunti a quelli che potrebbero essere i media di domani. Perché se la tecnologia ha raso al suolo l’informazione tradizionale, allora i media vanno ripensati. Ma la domanda di giornalismo professionale non si spegnerà mai. 

Non solo, Pier Luca Santoro ha anche annunciato su DataMediaHub di voler mantenere questo libro aggiornato con l'aiuto degli utenti.

"Il libro continuerà a vivere, ad essere aggiornato, grazie ad un gruppo ad hoc dedicato nel quale verranno inserite le maggiori novità sul tema trattato quando emergeranno e, sperodavvero, grazie ai contributi, ai com­menti ed alle considerazioni di chi, come te che stai leggendo in questo momento, ha acquistato il volume. Se vuoi interagire con me, per favore, usa l’hashtag #giornalifuturo su Twitter citando il mio account".

Se vuoi leggere il libro di Pier Luca Santoro "I Giornali del Futuro, il Futuro dei Giornali: Chi vincerà la sfida dell'informazione tra carta e web" ti basta acquistarlo su Amazon al costo di 3,99€.

Libri: "I Giornali del Futuro, il Futuro dei Giornali"

In molti, da anni, si interrogano su quale sia il futuro dei giornali. Chiuderanno? Saranno solo ed esclusivamente online? E così via. Bene...
lunedì 14 settembre 2015

Che la BBC sia tra le tv pubbliche quella più all'avanguardia per la sperimentazione di nuove tecnologie nel giornalismo è cosa risaputa. Nei giorni scorsi, però, la troupe di Click (il programma di tecnologia della BBC) è andato ben oltre. Ha girato una intera puntata utilizzando solo ed esclusivamente smartphone.

Galeotto fu il Mobile World Congress di Barcellona, uno degli eventi più importanti nel mondo della telefonia mobile. 

Spiega Spencer Kelly, presentatore di BBC Click:

"Penso che questa sia la prima volta che una televisione come la BBC realizzi qualcosa del genere, soprattutto perché abbiamo utilizzando una vasta gamma di dispositivi per non restare ancorati ad un solo tipo. Onestamente credo che meriteremmo una medaglia per l'ambizione. Riprese e montaggio di un programma in cinque giorni è cosa abbastanza difficile in ogni caso, ma farlo senza gli strumenti adeguati è un'idea da maniaci. Le riprese del programma sono andate molto meglio di quanto ci aspettassimo. Ci siamo armati di un milione di gigabyte di schede micro SD e caricatori di alimentazione sufficiente per illuminare la Spagna: i nostri telefoni hanno girato grandi video e la maggior parte del suono era utilizzabile".

La qualità della compressione dei video era un'altro problema. 

"Qui è dove applicazioni come Filmicpro su iPhone e Cinema-FV5 su Android entrano in gioco - continua Spencer Kelly -. Entrambe le applicazioni consentono di scavare in profondità nelle impostazioni e armeggiare con quasi tutto, compresa la compressione del video".

Altro problema: rischio immagini mosse.

"L'altro problema di filmare con il telefono cellulare è che tende ad essere un po' traballante, fondamentalmente perché i telefoni sono difficili da tenere con calma. Abbiamo usato il LanParte three-axis Gimbal, molto probabilmente la vera star delle riprese. Questa bellezza ha tenuto le riprese regolari e costanti". 

Una delle preoccupazioni più grandi era anche quella della qualità dell'audio. 

"I microfoni interni degli smartphone non andavano bene. E anche il leader di mercato Rode "la mosca", non ci ha dato grande qualità del suono. Così abbiamo optato per un cavo ProJive che ci permette di collegare i nostri radiomicrofoni professionali con i telefoni. Un solo telefono, l'iPhone, ci ha permesso di sentire realmente il suono come è stato in fase di registrazione".

Dopo tutta questa fatica, si poteva poi montare tutto su un classico pc o laptop? Certo che no...

"Abbiamo optato per i tablet. Pinnacle su iPad era abbastanza piacevole da usare, intuitivo e facile, fino a quando non abbiamo osato cercare di utilizzare qualsiasi filmato non girato su un iPhone o iPad. L'unico modo per modificare qualcosa di così complicato come un programma di 23 minuti con il video di nove o dieci diverse telecamere codificati con nove o dieci diversi codec, è stato quello di utilizzare Adobe Premiere Pro su una superficie Pro 3".

Un esperimento senza dubbio interessante e che dimostra come sia possibile creare contenuti di qualità utilizzando degli smartphone. 

Puoi trovare l'articolo originale in inglese e il video della realizzazione delle riprese qui: Technology TV programme Click made on mobiles

BBC Click: un Programma Girato con gli Smartphone

Che la BBC sia tra le tv pubbliche quella più all'avanguardia per la sperimentazione di nuove tecnologie nel giornalismo è cosa risap...
martedì 10 marzo 2015

Si intitola "Next Journalism" ed è un ebook gratuito scritto da Philip di Salvo e Valerio Bassan. Il libro raccoglie una serie di interviste a giornalisti, ricercatori, studiosi ecc... che si stanno distinguendo già da tempo per pensare e creare nuovi formati per l'informazione, adattandoli all'evoluzione continua delle tecnologie e di un pubblico che consuma l'informazione in un modo totalmente diverso rispetto al passato. 

L'ebook è stato realizzato da Wired in collaborazione con l'Osservatorio europeo di giornalismo e NewsLab, l’osservatorio dell’Università Cattolica, 

Nell'articolo di presentazione su Wired i due autori forniscono ulteriori informazioni sul libro: 

"Le forme del giornalismo, forse, non hanno più i confini chiarissimi di un tempo, ma di sicuro sono aumentate e si sono ibridate come mai in precedenza. Quello che davvero non funziona più sono i vecchi modelli di business, su cui si sono fondate le certezze che da un certo momento in avanti hanno smesso di essere tali e hanno al contrario iniziato addirittura a pesare come zavorre. Guardare indietro è impossibile, guardare al presente forse fa paura. Il futuro, però, è da inventare. All’interno di Next Journalism abbiamo cercato di guardare oltre questo passaggio, andando a parlare con persone che stanno già plasmando pezzi del futuro di questo settore: ricercatori, analisti, giornalisti spesso visionari ma che si stanno già muovendo come se i prossimi 5 anni fossero già trascorsi, cercando di non commettere gli errori del passato".

Se pensi che questo ebook possa interessarti scaricalo gratuitamente dal sito di Wired Italia

Next Journalism: un eBook Gratuito sul Futuro del Giornalismo

Si intitola "Next Journalism" ed è un ebook gratuito scritto da Philip di Salvo e Valerio Bassan . Il libro raccoglie una ser...
venerdì 6 marzo 2015

Il Guardian sta riorganizzando parti della sua redazione per servire al meglio il suo pubblico digitale. Le strutture addette al giornalismo visivo, al data-journalism e allo sviluppo dell’audience sono soggette in questi giorni a una profonda riforma messa in atto dal nuovo direttore esecutivo per il digitale, Aron Pilhofer, che per ispirarsi ha trascorso tutta l’estate visitando varie altre testate.
Articolo completo su Lsdi.it: http://www.lsdi.it/2014/il-guardian-ristruttura-le-redazioni-per-migliorare-il-prodotto-digitale

Il Guardian Ristruttura le Redazioni per Migliorare il Prodotto Digitale

Il G uardian  sta riorganizzando parti della sua redazione per servire al meglio il suo pubblico digitale. Le strutture addette al giorn...
lunedì 13 ottobre 2014

L'articolo di Wired Italia elenca una serie di esempi e strumenti che ogni giornalista dovrebbe tenere a mente quando si vuole verificare la veridicità di una notizia.

Ah, ovviamente i primi passi sarebbero cercare su Google e fare qualche telefonata. Ma vista la mole di bufale che girano online sui quotidiani mi pare di capire che sia una metodologia poco usata...

Leggi l'articolo completo qui: http://www.wired.it/attualita/media/2014/10/03/emergent-sito-smaschera-bufale

Come Si Evolve una Bufala Online

L'articolo di Wired Italia elenca una serie di esempi e strumenti che ogni giornalista dovrebbe tenere a mente quando si vuole verif...
lunedì 6 ottobre 2014